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IL CASO AUTODELTA USA
last update 20-10-2011




 

L' Alfa Romeo ha lasciato il mercato degli USA alla fine del 1994 quando, cessata la produzione della Spider Duetto e visti gli insoddisfacienti numeri fatti dalla 164, la dirigenza decise di non adeguare la produzione successiva alle normative federali. Fortissimo fu il disappunto degli appassionati nordamericani, già in attesa delle nuove Gtv/Spider, e altrettanto importante fu la reazione degli appassionati nostrani che identificarono questa vicenda come un grave atto di "disimpegno" di Fiat riguardo al rilancio del marchio milanese.


Tuttavia, una piccola azienda del Tennessee decise di raccogliere il grido degli appassionati d'Oltreoceano commercializzando una limitata serie di modelli Alfa Romeo "post 1995" negli USA. Quest'azienda assunse la denominazione di "Autodelta USA Inc." con sede a Nashville. Nonostante non avesse nessun legame con l'Autodelta – quella storica di Carlo Chiti legata all'Alfa Romeo – il riferimento era molto evidente...
L'Autodelta USA commercializzava negli Stati Uniti le Alfa Romeo Gtv, Spider e 166, in versione 3.0 V6 24V. Le automobili erano allestite con luci d'ingombro laterali e un kit estetico d'apprezzabile efficacia. Particolare non secondario, la sostituzione di tutti i loghi "Alfa Romeo", compreso quello sui coperchi delle punterie, con omologhi recanti le effigi "Autodelta" e "Autodelta USA". Inoltre i modelli erano ribattezzati rispettivamente "Autodelta Gts", "Autodelta Spider" e "Autodelta LS". Le "LS" erano disponibili in due allestimenti: "Super Turismo" d'intonazione sportiva, con cambio manuale, e "Sportronic Lusso", con cambio automatico, e più completo dal punto di vista del comfort.
Gli esemplari erano garantiti per tre anni. Sulle parti elettriche e meccaniche vigevano 60000 miglia di garanzia e l'organizzazione offriva tutti i servizi post-vendita usuali.


Nel luglio del 2003 sui titolari della Autodelta USA, Carlo e Alessandro Giordano, è piombata la grave accusa d'aver aggirato il CAA (Clean Air Act – legge sull'inquinamento atmosferico), nonché una serie di normative sancite dall'EPA, CBA e dal NHTSA, organismi che sovrintendono alla sicurezza stradale e alla protezione dei cittadini.
I fatti, secondo quanto pubblicato dal Dipartimento della Giustizia della California, in data 10 luglio 2003, sono esposti di seguito.
In primis, l'Autodelta USA avrebbe regolarmente acquistato le auto dalla rete europea Alfa Romeo. Dopo la sostituzione del VIN originario con un altro specifico Autodelta USA, dopo gli aggiornamenti estetici – tra cui la sostituzione dei loghi – le vetture entravano in USA. Per poter essere ammesse a circolare Oltreoceano, erano classificate come "autoveicoli per uso personale". Per intenderci, negli USA è possibile far entrare vetture che non rispettano gli standard federali di omologazione esclusivamente se queste non sono destinate alla vendita ma soltanto all'uso personale di colui che ne chiede l'ingresso. I Giordano, quindi, dichiaravano che quelle auto erano per "uso personale", salvo poi rivenderle entro un mese dall'importazione a prezzi vicini ai 40.000 $.
La dichiarazione all'uso personale si rendeva necessaria a causa delle caratteristiche delle vetture che non avrebbero mai potuto ottenere l'omologazione federale. All'atto della vendita, il compratore era rassicurato sul pieno rispetto dei parametri di omologazione, soprattutto riguardo all'inquinamento atmosferico, delle vetture. In questo modo sono state importate, fino all' estate 2003, circa 25 esemplari di vetture "Autodelta USA" destinate alla vendita.
Una volta inceppatosi il meccanismo, sui Giordano pendono 11 capi d'accusa e su Autodelta USA grava una multa di ben 5 milioni di $.

Precisiamo che oggi Carlo e Alessandro Giordano sono solo imputati per i reati loro contestati. Vale dunque la "presunzione di innocenza".

fonte: omniauto.it & Autodelta USA.com

 

Al via nuovo rilancio AlfaRomeo partendo dagli USA:parola di Sergio Marchionne (19-10-2011)
Segue articolo di Michele Antonucci pubblicato sul sito dell' Agenzia di Stampa Zeroventiquattro.it e su ww.mitoalfaromeo.com e www.guidoitaliano.it

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Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Chrysler, ha reso noto che entro fine anno sarà nominato il Responsabile Alfa Romeo per gli USA. Il debutto della casa del Biscione negli States annunciato dal 2007 e più volte rinviato oggi finalmente inizia a concretizzarsi con un piano serio. Marchionne ha ammesso che il rilancio dell'Alfa è uno degli aspetti più difficili da realizzare da quando (2004) è al comando del Lingotto.

Il top manager italo-canadese ha ribadito che per l'Alfa Romeo la massima attenzione è rivolta al mercato americano per concentrarsi dopo sul mercato europeo.Sebbene l'Alfa abbia lasciato il mercato a stelle e strisce nel 1995, è ancora oggi considerato uno dei migliori brand. Una considerazione che va cavalcata attraverso il lancio di una nuova gamma di vetture e motori degni del marchio.

2013: si partirà dalla coupè 4C, per passare alla Giulia (sia berlina che sport wagon sarà prodotta negli USA), alla Nuova Spider con trazione posteriore, al Suv (anti Bmw X3) per terminare con l'erede della 166 nel 2014 che avrà trazione posteriore ed arriverà dall'Italia, dallo stabilimento ex Bertone di Grugliasco.

 

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Sul fronte motoristico gli occhi sono puntati sul nuovo propulsore 4 cilindri, che sarà predisposto per applicazioni trasversali e longitudinali, con una cilindrata di 1.8 litri e una potenza massima fino a 300 cavalli ; diventerà il nuovo riferimento prestazionale della sua categoria. Sarà perfettamente conforme alle future normative anti inquinamento europee (Euro 6) ed americane (Tier2Bin5).

Costruito interamente in alluminio, sarà equipaggiato con i più moderni contenuti tecnologici quali l'iniezione diretta benzina a 200 bar, il doppio variatore di fase e un turbocompressore ad alta efficienza. L'architettura motore in alluminio, abbinata alle tecnologie più innovative, garantirà potenza specifica, efficienza, confort acustico e vibrazionale ed una dinamica di guida ai vertici della categoria ed in linea con le caratteristiche proprie dei motopropulsori dello storico brand Alfa Romeo.

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Sarà sviluppato in Italia e prodotto a partire dall'inizio del 2013 nello stabilimento FMA di Pratola Serra (AV).

Le Alfa in Nord America saranno vendute presso le concessionarie Fiat che commercializzano già dal primo trimestre 2011 la Fiat 500.

Marchionne ha evidenziato di aver trovato vetture in gamma (159, Brera, Spider e GT) che non sono riuscite a rispecchiare il carattere sportivo del brand milanese; le vendite effettive sono state deludenti e al di sotto delle 300mila unità mai realizzate da quando Fiat è proprietaria del Biscione.

Il 2010 è stato chiuso con vendite globali di appena 115mila unità e il 2011 dovrebbe chiudersi con 155mila unità (tra MiTo, Giulietta e 159).

L'AD Alfa Romeo, Harald Wester, ha ridotto l'obiettivo del brand da realizzare entro la fine del 2014, da 500mila unità a 400mila unità, di cui almeno 85 che dovranno arrivare dal mercato Usa.

Tutti questi progetti senza l'alleanza con Chrysler non sarebbero potuti diventare neppure oggetto di un product plan quinquennale e questo non è certo un dettaglio di poco conto. Ora dovranno solo seguire fatti e non le solite promesse disattese o bellissime concept che restano allo stadio di prototipo; il team Marchionne non deve sbagliare.

 

Tutto sulle AlfaRomeo del futuro >>>>>>

 

Alfa Romeo - Negli USA al momento giusto
3/5/2006

FIAT- MARCHIONNE:
ALFA ROMEO TORNERA' SUL MERCATO USA

3 /5/2006 (Apcom) - Il marchio Alfa Romeo tornerà nel mercato statunitense nel più breve tempo possibile. Lo ha annunciato l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, rispondendo ad una domanda nel corso di una conference call sui risultati del primo trimestre del gruppo torinese."Alfa Romeo tornerà negli Stati Uniti nel tempo più contenuto possibile", ha detto Marchionne, aggiungendo che questo processo - che avverrà attraverso la catena di distribuzione della Maserati - contribuirà in modo "notevole" agli obiettivi di vendita di Alfa Romeo.L' Alfa dovrebbe tornare negli USA con la 159, la Brera, la Spider , la 8c e con la 169 (l'erede della 166) che debutterà nel 2008. Probabile anche l'uscita del SUV Kamal se le vendite della 159 andranno bene.




 

Gli Alfisti Americani aspettano il ritorno del Biscione (Ottobre 2005)

Sale la febbre negli Stati Uniti in vista di un possibile futuro ritorno dell'Alfa Romeo, a dieci anni dalla sua 'partenza'. A dispetto delle poche lacrime versate dagli americani per l'addio a marchi come Citroen, Peugeot e Renault, è ancora forte la voglia degli alfisti degli States di rivedere rombare sulle strade a stelle e strisce le vetture del marchio del Biscione.

Secondo il Detroit News sono molti gli appassionati americani che dal 1995, anno in cui l'Alfa Romeo lasciò ufficialmente il mercato Usa, hanno tenuto viva la speranza di un ritorno sulle strade del brand italiano. Quelli che conoscono ed amano queste auto, meglio conosciuti con il termine 'alfisti', - aggiunge l'edizione online del giornale americano - sono ancora "devoti" al marchio italiano. Alla convention annuale del Club dei proprietari di Alfa Romeo, tenutasi a luglio a Bellevue (Washington), centinaia di alfisti americani sono arrivati all'assemblea a bordo di famosi modelli del passato.

L'Alfa Romeo - ricorda il Detroit News - non ha precisato la data del suo ritorno negli States, ma ha spiegato che sarà possibile riabbracciare il mercato d'oltreoceano solo dopo un consolidamento delle vendite del marchio in Europa. Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni da parte dei distributori di vetture in Usa, il ritorno del brand italiano sulle strade statunitensi a potrebbe realizzarsi già a partire dalla fine del 2007. "Le conversazioni con i decision-maker di Alfa Romeo - spiega Ron Tonkin, distributore autorizzato di ricambi e servizi Alfa a Portland - fanno intendere che le auto del marchio italiano potrebbero essere vendute attraverso i distributori di Ferrari e Maserati.

Probabilmente - precisa Tonkin - vedremo le prime vetture a partire dalla fine del 2007". La posizione ufficiale dell'Alfa Romeo su un possibile ritorno in Usa - secondo quanto riporta il Detroit News - è espressa da Richard Gadeselli, vice president of international corporate communications di Fiat: "abbiamo stabilito che il ritorno dell'Alfa Romeo nel mercato Usa è nei progetti - ha detto Gadeselli - ma non prima che la casa incrementi e riesca a consolidare le vendite in Europa. I nostri piani prevedono di arrivare ad una quota vendite annuale di 300.000 unità in tre o quattro anni. Nel 2004 la compagnia ha venduto in tutto il mondo 175.000 veicoli".

 


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